APE Handel - Imeneo - Spering

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[b][color=blue]GEORG FRIEDRICH HANDEL[/color][color=red] 

IMENEO HWV 41[/color]
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[b][color=green]::->COVER<-::[/b][/color]

[IMG]image[/IMG]

[b][color=green]::->TRACK LISTINGS<-::[/color][/b]

CD 1:
1. Overture
2. Menuet
3. Act 1. No. 1. Aria e Recitativo. La mia bella perduta Rosmene
4. Act 1. Recitativo. Tirinto!
5. Act 1. No. 2. Aria. Se potessero i sospir miei
6. Act 1. Recitativo. Cerere omnipotente
7. Act 1. No. 3. Coro. Vien' Imeneo
8. Act 1. Recitativo. Argenio addio
9. Act 1. No. 4. Coro. Vien' Imeneo
10. Act 1. Recitativo. Valoroso Imeneo!
11. Act 1. No. 5. Aria. Di cieca Notte allor, che l'ombra
12. Act 1. Recitativo. Rosmene, alfin dovresti
13. Act 1. No. 6. Aria. Ingrata mai non fui
14. Act 1. Recitativo. Se non era il mio braccio
15. Act 1. No. 7. Aria. Mi chiederesti meno
16. Act 1. Recitativo. Se non era il tuo braccio
17. Act 1. No. 8. Aria. V'è una infelice
18. Act 1. Recitativo. Paventar non degg'io
19. Act 1. No. 9. Aria. Esser mia dovrà la bella tortorella
20. Act 1. No. 10. Coro. Vien' Imeneo

CD 2:
1. Act 2. No. 11. Arioso. Deh! m'assistite, o Dei
2. Act 2. Recitativo. Vogliono i tuoi maggiori
3. Act 2. No. 12. Aria. Sull'arena di Barbara
4. Act 2. Recitativo. La mia mente or confusa
5. Act 2. No. 13. Aria. Semplicetta
6. Act 2. Recitativo. Tirinto: era poc'anzi
7. Act 2. No. 14. Aria. Sorge nell'alma mia
8. Act 2. Recitativo. Imeneo lieto in viso
9. Act 2. No. 15. Aria. È sì vaga del tuo bene
10. Act 2. Recitativo. Sembra un fanciullo, Amore
11. Act 2. No. 16. Aria. Chi scherza con le rose
12. Act 2. Recitativo. Udisti già, che ad Imeneo
13. Act 2. No. 17. Terzetto. Consolami mio bene
14. Act 2. No. 18. Coro. È troppo bel trofeo
15. Act 3. Recitativo. Al fin decidi
16. Act 3. No. 19. Aria. In mezzo a voi dui
17. Act 3. Recitativo. Se tua sarà Rosmene
18. Act 3. No. 20. Aria. Pieno il core di timore
19. Act 3. Recitativo. Sarei lieta ancor'io
20. Act 3. No. 21. Aria. Se ricordar ten vuoi
21. Act 3. Recitativo. Perdonami Clomiri
22. Act 3. No. 22. Arioso. Se la mia pace a me vuoi togliere
23. Act 3. Recitativo. Sospirata Rosmene
24. Act 3. No. 23. Arioso. Se la mia pace a me vuoi togliere
25. Act 3. Recitativo. Scorgesti, che Rosmene
26. Act 3. No. 24. Duetto. Se la mia pace a me vuoi togliere
27. Act 3. Recitativo. La Vita? Eh, che la donna
28. Act 3. No. 25. Accompagnato. Miratela che arriva
29. Act 3. Recitativo. Misera
30. Act 3. No. 26. Arioso. Al voler di tua fortuna
31. Act 3. Recitativo. Disse appunto così
32. Act 3. No. 27. Aria. Io son quella
33. Act 3. Recitativo. Non vuol, ch'io più ritorni
34. Act 3. No. 28. Coro. Se consulta il suo dover


La Trama
 
L'Imeneo si apre con una Ouverture, in stile francese grave, per poi librarsi eterea 

nell'Allegro che segue: essa si termina con un delizioso minuetto. Poi parte subito un 

Arioso, dove Tirinto, cercante la sua amata Rosmene: il ritmo è andante, e la voce si 

giostra con il cembalo e il violoncello. Segue un recitativo, in forma standard, ma poi 

riecco che ritorna lo stesso arioso: sembra un'aria quasi tripartita, dove il movimento 

centrale è assegnato al recitativo, e il ritornello finale sia una variazione del tema 

iniziale, dal momento che l'orchestra rafforza cembalo e violino. Dopo un altro breve 

recitativo, ecco che riparte un'aria di una melodia da brivido: lenta dove Tirinto esprime 

la passione per Rosmene, probabilmente rapita insieme alle altre vergini di Atene. 

Incredibili le magie che riesce ad evocare anche con un'orchestra standard (archi e 

cembalo). Segue un recitativo, standard, e poi un coro, coro attenzione non un ensemble: il 

ritmo è andante: "Vien Imeneo frà voi, viene frà voi!": davvero fresco e incantevole. Segue 

un recitativo standard, a più voci. Si apre la prima aria di Imeneo, cupa e dal ritmo 

andante ma non troppo "Di Cieca notte allor": è una normalisima aria da capo. Dopo un'altro 

breve recitativo, Rosmene dove si destreggia fra l'amore per Tirinto, e il temporeggiamento 

verso Imeneo: il ritmo è andante: naturalmente l'aria è per soprano. "Ingrata mai non fui, 

non ho di sasso il cor" verso Imeneo e poi volgendosi verso Tirinto "Ma il cor non è per 

lui, lo serbo sol per te": non è la prima volta che Handel usa questa forma di spezzare 

l'aria verso due personaggi presenti in scena, anche se uno degli aspetti più belli è 

quando il personaggio si confida col pubblico: indimenticabile il momento, per fare un 

collegamento con un'opera teatrale assai più precedente a questa, in cui L'Imperatrice 

Agrippina cova la doppia faccia nei confronti di Ottone il generale romano che aveva 

salvato l'Imperatore Claudio dai flutti del mar: "Tu ben degno sei dell'allor" dice quasi 

in reverenza ad Ottone, con toni dolci e pacati, e l'orchestra sottolinea questa 

"riverenza", ma poi ecco che si rivolge al pubblico, l'orchestra si impenna volano le 

pirotecniche eil ritmo si serra "Ma di sdegno arde il mio cor". Un'aria breve ma che 

descrive così bene certi atteggiamenti.....
Torno a Imeneo...dopo l'aria di Rosmene si inserisce dal ritmo andante subito un'aria di 

Tirinto, senza uno stacco di recitativo secondo le buone regole Metastasiane "Mi 

chiederesti meno se mi chiederesti il core". Riparte un recitativo dove Clomiri non riesce 

ad attrarre l'Attenzione di Imeneo, in preda ai suoi sospiri. 
"V'è un infelice che per te more", una delicata aria dove si capisce l'interesse di Clomiri 

nei confronti di Imeneo: il soprano Beverly Hoch canta a tratti all'unisono con un violino: 

la maggior parte dell'aria è data da voce, violino e cello con clavicembalo, e ci sono 

passaggi da suono pieno a passaggi in "sordina".
Ma Imeneo vuole Rosmene "Esser mia dovrà la bella tortorella", dove a ritmo allegro 

incalzante intercalato da passaggi solistici brevi di violino, il basso sfoggia abilità di 

agilità da apprezzare: Il Cembalo non passa in secondo piano, sembra quasi che lo strumento 

sia sulla schiena del cantante.
L'atto primo si conclude con la ripresa del coro "Vien Imeneo fra voi..."

Il secondo Atto si riapre con un arioso dove spicca il violoncello, strumento fra gli archi 

più adatto per dare quel tocco patetico a "Dhè, m'aiutate, o Dei!" di Rosmene, poichè 

"Vogliono i tuoi maggiori, il senato la patria e vuol ragione che tu sia di Imeneo": in 

fondo è un po' la stessa situazione che all'apertura di Semele si trova la protagonista del 

Musical Drama.
Argenio canta "Su l'Arena di barbara scena", è in allegro moderato, di una melodia 

accattivante: lo scopo è convincere Rosmene a cedere a Imeneo. Rosmene rimasta con Clomiri 

sulla scena, è confusa, che fare? ed ecco una delle metafore più ambite ed usate dal 

Barocco, nel recitativo "mi trovo fra i fluti del pensiero, qual navicella in mar senza 

nocchiero". Clomiri chiede a rosmene la motivazione del suo stato afflitto, e poichè non 

conosceva Amore proferisce "Buon giudice non sei del mio tormento!". Parte un'altra aria 

leggera "Semplicetta, la saetta non intendi ancor d'Amore" (qui è inevitabile un 

collegamento spontaneo ad un'analoga aria "leggera dall'Alcina "Semplicetto, a donna 

credi"). Poi come un twister parte un'aria talmente coinvolgente e da un ritmo 

incalzantissimo, mossa da un'altra metafora: SORGE NELL'ALMA MIA, per descrivere i tumulti 

dell'alma di IMENEO, un frullato di note, miriadi di note del cembalo che è magnificamente 

in primo piano, tutto per descrivere l'avvampo di gelosia di Imeneo... ma il cembalo e i 

turbinii degli archi. E' definita come un ottimo esempio di "Aria di tempesta". A dire il 

vero quest'aria non mi era ignota, in effetti Aris Christofellis nel suo recital Arie di 

virtuosismo del 18° secolo la propone, ma l'acutezza della sua voce dal mio punto di vista 

oscura la costellazione di note del cembalo, che invece nella versione di quest'aria per 

basso si può ben assaporare nella pienezza.
Cosa un po' strana nella prefazione dell'aria del cd di Crhistofellis ci si concentra sul 

fatto che il ruolo di Tirinto era affidato a Maria Monza per poi essere adattato al 

castrato Andreoni. Quello che però mi verrebbe da obiettare è che l'aria non è cantata da 

Tirinto ma da Imeneo. Che sia successo come con l'aria TORNAMI A VAGHEGGIARE in Alcina, 

dove l'aria a volte era affidata ad Alcina e altre volte alla sorella Morgana? Altra aria 

deliziosa è "E' sì vaga del suo bene" con una melodia intervallata da commenti 

violinistici, il tutto con tono "Leggero": da dire che il soprano splende di una freschezza 

inaudita: a volte va talmente su col livello di note, che è davvero un piacere inebriarsi 

di anche queste altre prodezze. Trilli a go go in certi punti del testo! Altra aria 

vigorosa del basso IMENEO "Chi scherza con le rose un dì si pungerà": evidentemente non 

aveva capito che bisognava lasciare le spine per cogliere le rose ( Benedetto Pamphili in 

Trionfo del Tempo e del Disinganno, "Lascia la spina, cogli la rosa"). Comunque sia il 

cembalo pur avendo un ruolo di continuo, sembra sempre in primo piano (quasi un po' come 

nell'incisione di TITO MANLIO di Antonio Vivaldi). C'è poi un bel terzetto in ritmo lento 

dove i 2 spasimanti di Rosmene si lamentano perchè pace vogliono trovare al tormento del 

loro amore per Rosmene: cantano dapprima separati poi le loro tre voci si rintrecciano in 

"Ah s'io morissi ancora!", la situazione si fa pressante per Rosmene poichè Tirinto e 

Imeneo sbottano, sempre però con tono pacato-lamentoso, "Alfin chi di noi due Ritroverà 

mercè?", ma Rosmene ribatte "Non so, se poi sarò di lui se poi sarò di te". Ecco che 

interviene un coro "E troppo bel trofeo della Bellezza il cor. Lo vincerà Imeneo e già lo 

vinse Amor?" con ritmo andante che chiude il secondo atto.
Rosmene combattuta fra gratitudine verso Imeneo e amor verso Tirinto, non sa a chi cedere: 

"In mezzo a voi due qui lascio il mio core. " ecco la prima aria del Terzo atto, sempre con 

tono leggero: peculiarità: non ha il da capo. Imeneo confida a Tirinto che sua sarà Rosmene 

la sua anima "uscir vedrai di vita e uscir di pene". D'altro canto Tirinto "Dì, se mai la 

fortuna arride al tuo conforto (nel senso verso Imeneo), ch'è tua Rosmene, e che Tirinto è 

morto". "Pieno il core di timore", questa è l'aria seguente di Tirinto, dove si ravveggia 

il carattere eroico/patetico dell'eroe handeliano: ci sono delle soluzioni del trattamento 

degli archi che mi fanno tornare in mente Serse. Imeneo intanto in uno scambio di 

confessioni con Clomiri, si riserba solo per Rosmene: e Clomiri sbotta "Pazienza!", e con 

questa sua caratteristica di arie leggere se ne esce di scena con "Se ricordar ten vuoi", 

senza il consueto da capo. Imeneo parte con un'altra aria senza aspettare un recitativo 

"D'Amor nei primi istanti, facili son gli amanti a farsi lusingar solo per vanità". Ma 

intanto in un recitativo successivo confessa che intende perfettamente gli interessi di 

Clomiri, ma finge di non comprenderli. Giunge Rosmene, Imeneo le si avvicina e parte con un 

arioso grave "Se la mia pace a me Vuoi togliere, barbara, toglimi la vita ancor!", ma ecco 

che entra Tirinto, dopo un istantaneo recitativo, Tirinto ricanta le stesse parole di 

Imeneo, ma comn ritmo più serrato: gli effetti sono davvero contrastanti esattamente come 

differenti sono caratterizzati i personaggi: Rosmene sta per decidere, ed ecco che lo dice 

in un recitativo, ma sembra quasi essere interrotta dallo stesso motivo "Se la mia pace" in 

ritmo più serrato cantato da Imeneo e Tirinto assieme. In una scena di finta pazzia, dove 

Rosmene intravede un'ombra per consigliarla a decidere, ella sviene "Che mancar mi sento", 

tutti i personaggi compiangono la sua sorte, ma poi rinviene, e al risveglio proferisce 

"Fui costretta a dir di sì", quindi colpo di scena sceglie Imeneo, e a Tirinto (che stava 

cercando di recuperare la mascella poichè non se l'aspettava! ) "Tirinto datti pace, e non 

dispiaccia a te ciò che a me piace". L'atto si conclude con un duetto "Per le porte del 

Tormento" e un coro conclusivo che riassume quanto la ragione prevalga sui voleri : "Se 

consulta il suo dover, nobil alma o nobil core non mai piega a' suoi voleri, ma ragion 

seguendo va", ma di più insiste: "E se nutre un qualche amor ch'a ragion non si convien, 

quell'amor scaccia dal sen ed ad un altro amor si dà".
 

[b][color=green]::->I DATI DELL'ESECUZIONE<-::[/color][/b]

IMENEO (HWV 41)
Libretto: Unknown, after Silvio Stampiglia, 1723, 2-part 'componimento dramatico'

First performance: 22nd November 1740, Lincoln's Inn Fields Theatre, London

Cast:

Imeneo - William Savage (Bass)
Tirinto - Giovanni Battista Andreoni (Alto-castrato)
Rosmene - Elisabeth Duparc, called "La Francesina" (Soprano)
Clomiri - Miss Edwards (Soprano)
Argenio - Henry Theodore Reinhold (Bass)

Broadcast date: Thursday 3rd December 2009

Catalogue no.: CPO 999 915-2

Cast:

Imeneo - Kay Stiefermann (Bass)
Tirinto -  Ann Hallenberg (Mezzo-soprano)
Rosmene - Johanna Stojkovic (Soprano)
Clomiri - Siri Karoline Thornhill (Soprano)
Argenio - Locky Chung (Bass)

Capella Augustina

VokalEnsemble Köln

Conductor: Andreas Spering


[b][color=green]::->DATI TECNICI E NOTE<-::[/color][/b]
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[b]2 CD formato APE + CUE
Cover -Booklet e Libretto allegati
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[b][color=red]TNTVILLAGE.SCAMBIOETICO.ORG[/b][/color]
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