Beethoven - Brahms - Triple And Double Concerto

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[b][color=blue]LUDWIG VAN BEETHOVEN[/b]\r\n\r\n\r\n[b][/color][color=red]TRIPLE CONCERTO\r\n\r\n[/b][/color]\r\n\r\n[b][color=BLUE]JOHANNES BRAHMS[/b][/color]\r\n\r\n\r\n[b][color=red]DOUBLE CONCERTO\r\n\r\n[/b][/color]\r\n\r\n[b][color=green]::->COVER<-::[/b][/color]\r\n\r\n[IMG]image[/IMG]\r\n\r\n[b][color=green]::->DATI ALBUM<-::[/color][/b]\r\n\r\n[b]Autore:[/b] Ludwig Van Beethoven - Johannes Brahms\r\n[b]Titolo:[/b] Triple Concerto - Double Concerto\r\n[b]Genere:[/b] Musica Classica\r\n[b]Anno:[/b] 1960 - 1961\r\n[b]Etichetta:[/b] Deutsche Grammophon\r\n[b]Esecutori:[/b] Géza Anda (Piano), Wolfgang Schneiderhan (Violin), Pierre Fournier (Cello),\r\nJános Starker (Cello)\r\nConductor: Ferenc Fricsay\r\n\r\n[b][color=green]::->TRACKLIST<-::[/color][/b]\r\n\r\n1.  	Concerto for Piano, Violin and Cello in C major, Op. 56 \"Triple Concerto\" by Ludwig van Beethoven\r\nPerformer:  Géza Anda (Piano), Wolfgang Schneiderhan (Violin), Pierre Fournier (Cello)\r\nConductor:  Ferenc Fricsay\r\nOrchestra/Ensemble:  Berlin Radio Symphony Orchestra\r\nPeriod: Classical \r\nWritten: 1804; Vienna, Austria \r\n		\r\n2.  	Concerto for Violin and Cello in A minor, Op. 102 \"Double\" by Johannes Brahms\r\nPerformer:  János Starker (Cello), Wolfgang Schneiderhan (Violin)\r\nConductor:  Ferenc Fricsay\r\nOrchestra/Ensemble:  Berlin Radio Symphony Orchestra\r\nPeriod: Romantic \r\nWritten: 1887; Austria \r\n\r\n\r\n[b][color=green]::->TRIPLO CONCERTO<-::[/color][/b]\r\n\r\nMusica: Ludwig van Beethoven\r\n\r\n    Allegro\r\n    Largo (la bemolle maggiore)\r\n    Rondò alla Polacca\r\n\r\nOrganico: pianoforte, violino, violoncello, flauto, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi\r\nPrima esecuzione: Vienna, Großer Redoutensaal del Burgtheater, 4 Maggio 1808\r\nEdizione: Bureau des Arts et d’Industrie, Vienna 1807\r\nDedica: Principe Lobkowitz\r\n\r\n\r\nSotto due differenti aspetti il Triplo Concerto di Ludwig van Beethoven è una partitura volta al passato: nell'essere una \r\n\r\ncomposizione d'occasione e nell'essere concepita per più solisti. Riguardo al primo punto le stesse circostanze della nascita \r\n\r\nsono illuminanti. Beethoven attese alla stesura del brano nel biennio 1803-1804, vale a dire nel periodo di gestazione \r\n\r\ndell'Eroica e del Fidelio. Sebbene venisse dedicato - nella prima edizione a stampa, del !807 - al principe Lobkowitz, \r\n\r\nmecenate del compositore, il concerto fu composto, secondo Schindler, per l'arciduca Rodolfo d'Austria, a cui Beethoven aveva \r\n\r\nda breve tempo iniziato ad impartire lezioni. La prima esecuzione pubblica avvenne soltanto nell'estate del 1808, \r\n\r\nall'Augarten, ma già nel 1805 si era tenuta una esecuzione privata, con lo stesso arciduca al pianoforte e due validi \r\n\r\nstrumentisti appartenenti alla sua corte (il violinista Cari August Seidler e il violoncellista Anton Kraft). Secondo \r\n\r\nThayer-Riemann Beethoven riservò al suo nobile allievo l'esclusiva dell'esecuzione per il periodo di un anno.\r\nIl Triplo, insomma, è una tipica composizione di circostanza, scritta \"su misura\" per le necessità della committenza; \r\n\r\ncaratteristica che si riflette, secondo la prassi dell'epoca, in un contenuto concettualmente disimpegnato e nelle modeste \r\n\r\nambizioni della scrittura solistica. E infatti la parte pianistica, piuttosto semplice ma brillante, tende a non mettere in \r\n\r\nombra le più limitate capacità dell'esecutore rispetto agli altri due solisti, impegnati - specie il violoncello - in un \r\n\r\nregistro piuttosto acuto. Proprio il carattere intrattenitivo del brano, ascrivibile a un'estetica ancora settecentesca, ha \r\n\r\nlasciato delusi i cultori del Beethoven titanico e introverso, restii ad apprezzare, del compositore, anche l'aspetto più \r\n\r\nsquisitamente artigianale. D'altra parte il Triplo, come si è detto, è opera passatista anche sotto un altro profilo: la \r\n\r\ndestinazione polistrumentale, legata alla antica prassi del Concerto grosso e poi della Sinfonia concertante, e già in \r\n\r\nmarcato declino all'inizio del nuovo secolo, per la prepotente affermazione del Concerto con solista unico, improntato a una \r\n\r\nforte contrapposizione individuale fra solista e orchestra.\r\nIl contenuto musicale del Concerto op. 56, invece, è ispirato a principi diametralmente opposti. Fin dall'Allegro iniziale \r\n\r\nmanca infatti una pronunciata intenzione dialettica, sia sotto il profilo tematico (i due temi principali non sono \r\n\r\ncontrastanti, ma piuttosto affini sotto il profilo ritmico e melodico) che sotto quello strumentale (i solisti si scambiano \r\n\r\nil materiale melodico con raffinati e compiaciuti intrecci; mentre modesto, qui come altrove, è il contributo orchestrale); \r\n\r\nla comparsa di numerosi temi secondari contribuisce a stemperare la dialettica della forma sonata. Il Largo, secondo la \r\n\r\ntendenza tipica dell'autore in quegli anni, è di estrema brevità, appena una parentesi contemplativa - con gli strumenti ad \r\n\r\narco sostenuti dagli arpeggi del pianoforte - fra i massicci blocchi dei tempi estremi. Senza soluzione di continuità succede \r\n\r\nil Finale, che, nella tradizione della musica d'occasione, mostra una nota di \"colore\" folklorico; si tratta infatti di un \r\n\r\nRondò alla polacca, con un refrain incisivo e elegante che si alterna con episodi diversificati, e che subito prima della \r\n\r\nCoda trasforma il proprio metro, umoristicamente, da 3/4 a 2/4.\r\n\r\n\r\n[b][color=green]::->DOPPIO CONCERTO<-::[/color][/b]\r\n\r\nMusica: Johannes Brahms\r\n\r\n    Allegro (la minore)\r\n    Andante (re maggiore)\r\n    Vivace non troppo (la minore)\r\n\r\nOrganico: violino, violoncello, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, timpani, archi\r\nComposizione: Hofstetten, estate 1887\r\nPrima esecuzione: Colonia, Theater der Stadt, 18 Ottobre 1887\r\nEdizione: Simrock, Berlino, 1888\r\nDedica: Joseph Joachim\r\n\r\n\r\nIl Doppio Concerto per violino e violoncello trae origine, singolarmente, da una circostanza occasionale; anche se \r\n\r\nascrivibile non ai doveri mondani del compositore ma alle vicissitudini della sua vita privata. Nel 1881 - diversi anni prima \r\n\r\ndella creazione del Concerto - Brahms giunse a una profonda rottura con Joseph Joachim, il violinista con il quale aveva un \r\n\r\nantico sodalizio artistico e di amicizia, e al quale aveva dedicato, nel 1878, il Concerto per violino op. 77. Testimone \r\n\r\ndelle agitate vicende del matrimonio di Joachim, il compositore si era schierato apertamente a favore della moglie del \r\n\r\nviolinista, suscitando il risentimento di quest'ultimo. Il Doppio Concerto, nato nell'estate 1887 sulle rive del lago Thun, \r\n\r\nfu pensato come omaggio all'amico, e come messaggio di completa riconciliazione; tanto che Brahms convogliò in questa \r\n\r\ncomposizione il materiale che aveva concepito, in origine, per una Quinta Sinfonia. Una prima esecuzione \"privata\" avvenne il \r\n\r\n23 settembre dello stesso anno a Baden, con la partecipazione, come direttore, dello stesso autore e, come solisti, di \r\n\r\nJoachim e di Robert Hausmann (violoncellista del celebrato Quartetto Joachim). Neanche un mese più tardi, il 18 ottobre a \r\n\r\nColonia, aveva luogo l'autentica prémiere, accolta non senza perplessità.\r\nL'occasionalità della genesi del brano non sembra aver lasciato tracce sul contenuto musicale, che mostra lo stile più maturo \r\n\r\ndell'autore. Il Doppio è infatti non solo l'ultimo Concerto, ma l'ultima opera sinfonica in assoluto composta da Brahms. La \r\n\r\nscelta della destinazione solistica polistrumentale - desueta per tutto l'Ottocento - appare singolare, e si riflette in \r\n\r\nsoluzioni stilistiche piuttosto differenti rispetto a quelle dei precedenti lavori sinfonici. La tendenza alla severità \r\n\r\nformale, ispirata a un classicismo stilizzato, viene stemperata dalla complessità della scrittura polifonica, dalle \r\n\r\ncontrapposizioni frontali fra solisti e orchestra, dagli interventi cadenzali, che rimandano piuttosto a un modello \r\n\r\n\"aggiornato\" di Concerto grosso. Eppure proprio l'essenzialità di tratto, la sobrietà riconducibile agli schemi classici, \r\n\r\nhanno attirato forti critiche sul Doppio Concerto, a partire da quelle di un sincero ammiratore di Brahms come Eduard \r\n\r\nHanslick, secondo il quale il lavoro sarebbe «più scritto che ispirato».\r\nDel tutto anomalo è l'attacco del drammatico Allegro iniziale, che vede rigidamente alternati gli interventi orchestrali (con \r\n\r\nl'intonazione dei due contrastanti temi principali) e due sezioni cadenzali dei solisti (prima violoncello solo, poi \r\n\r\nentrambi); è solo dopo questo avvio che troviamo un grande \"tutti\" orchestrale, e l'inizio della vera e propria sezione \r\n\r\ndell'esposizione. Il prosieguo del movimento (con un ampio e complesso sviluppo, una riesposizione piuttosto testuale e una \r\n\r\ndensa coda) mostra la stessa logica di contrasti: ai massicci interventi orchestrali si oppongono violino e violoncello, \r\n\r\nimpegnati in solidali intrecci polifonici.\r\nL'Andante esibisce la vena lirica del compositore; dopo brevi e interrogativi incisi dei fiati, violino e violoncello \r\n\r\nintonano in ottave una ampia melodia cantabile; la sezione centrale vede l'alternanza di due distinti motivi; una cadenza dei \r\n\r\nsolisti conduce alla ripresa e a una coda in cui le differenti idee vengono sovrapposte.\r\nDi impostazione brillante ed umoristica è il Finale, in cui, al posto della netta dialettica del movimento iniziale, troviamo \r\n\r\nun limpido dialogo e uno stretto intreccio fra solisti e orchestra. Si tratta di un Rondò dal refrain ritmicamente animato e \r\n\r\ndagli episodi piuttosto eterogenei; Brahms non manca di farvi apparire i prediletti motivi di ascendenza gitana. E proprio su \r\n\r\nquesto movimento si sono appuntate le perplessità dei commentatori, per una presunta scarsa inventiva tematica. Ma è \r\n\r\nl'essenza dell'ultimo Brahms che si muove verso un preciso obiettivo, celebrato al massimo in questo finale: trarre il \r\n\r\nmassimo da un materiale di base quanto più essenziale possibile.\r\n\r\n\r\n\r\n[b][color=green]::->DATI TECNICI E NOTE<-::[/color][/b]\r\n[color=red]\r\n[b] CD IN FORMATO APE + CUE\r\n\r\nCOVERS  INCLUDED\r\n\r\n[/b]\r\n[/color]\r\n\r\n[b]TNTVILLAGE.SCAMBIOETICO.ORG[/b]
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